lunedì 26 settembre 2011
E se i neutrini fossero davvero più veloci dei fotoni?
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Unknown
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venerdì 2 settembre 2011
Low Energy Nuclear Revolution, una possibile spiegazione al dispositivo di Energy-Catalyzer dell' Ing Andrea Rossi
Il dispositivo di Rossi, l'Energy Catalyzer sembra funzionare, sono molti i video e le notizie sulla rete in cui si afferma che in tutte le prove effettuate ci sia stata produzione di energia, lo affermano anche alcuni ricercatori della NASA. Ancora nessuno ha dimostrato che si tratti di una bufala. Anche l'università di Bologna sta lavorando ai test scientifici sull'apparato.
Sembra sia stata anche individuata la strada da percorrere per spiegare scientificamente il fenomeno. Attualmente nessuno sa di preciso cosa ci sia dentro l'E-Cat di Rossi, si sa solo che egli utilizza idrogeno e nichel.
A mio parere, e non solo mio, è molto probabile che siamo in presenza di reazioni nucleari, ma non di tipo forte, bensì di tipo debole. Per intenderci sono le stesse che determinano molti tipi di decadimento.
Il più semplice decadimento conosciuto è quello che trasforma il neutrone in protone (n-->p + e + n). Se effettuiamo un banale bilancio energetico (differenza di massa) vediamo che dalla massa del neutrone (939,57 Mev) "vien fuori" la massa del protone (938,27 Mev), la massa dell'elettrone (0,51 Mev), la massa del neutrino (nulla o quasi) e un po' di energia che si manifesta come moto dell'elettrone e del neutrino. Verrebbe fuori una energia prodotta pari a 0,79 Mev.
E' noto sperimentalmente che l'energia massima dell'elettrone prodotto è pari a 0,782 Mev, dunque anche con una eventuale massa residua del neutrino il bilancio energetico è promettente.
Se si paragonano tali energie a quella di un fotone nello spettro luminoso (dell'ordine delle decine di eV) si comprende che l'energia elettrodebole potrebbe essere una buona fonte di energia a patto che si abbia un numero di transizioni molto elevato.
In alcuni nuclei accade anche il processo inverso, cioè sotto alcune condizioni i protoni sono portati a trasformarsi in neutroni, a "catalizzare" questo fenomeno sarebbe il vantaggio energetico che l'intero nucleo e non il singolo nucleone ne trae dalla transizione elettrodebole. E' logico pensare che che si creano artificialmente le condizioni adatte è possibile rendere attivo un isotopo che normalmente non lo sarebbe, è plausibile che avvengano transizioni multiple attraverso stati metastabili con un guadagno totale di energia positivo.
Ci sono molti lavori scientifiche sulle "Low Energy Nuclear Reactions".
Una teoria promettente è quella formulata da Widom e Larsen :
The Widom-Larsen Ultra-Low-Momentum Neutron Catalyzed Theory of LENRs
Link utili:
Low Energy Nuclear Reactions for Green Energy
Widom-Larsen Theory Portal
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14:52
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lunedì 29 agosto 2011
Low Energy Nuclear Revolution
Propongo dei video sull'E-Cat dell’ingegnere Rossi.
E' molto probabile che non si tratti di fusione fredda, la speranza è che si tratti di reazioni nucleari di tipo esoenergetico.
Sembra essere una tecnologia promettente e di facile realizzazione. Attualmente non è noto ciò che avviene nel dispositivo.
Se il dispositivo dovesse davvero funzionare, in breve si potrebbe passare dall'attuale tecnologia a combustione chimica (petrolio) ad una tecnologia a combustione nucleare (nichel e ferro).
News su E-Cat
Low Energy Nuclear Revolution 1
Low Energy Nuclear Revolution 2
Low Energy Nuclear Revolution 3
Presentazione di Rossi
2011-Andrea Rossi Crunches the Numbers for His Energy Catalyzer
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14:46
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giovedì 3 febbraio 2011
NASA Scoperto nuovo sistema solare con sei piccoli pianeti. E' possibile la vita extraterrestre?
E' possibile la vita extraterrestre?
Il video in fondo al post, che riguarda alla scoperta di un sistema planetario simile al nostro, fa propendere le possibilità per il sì, ma se la domanda fosse:
E' possibile che degli extraterrestri siano venuti sulla Terra?
lo stesso video fa propendere le possibilità per il no!
Mi spiego.
La stella in questione è stata denominata Kepler 11 e si trova a circa 2000 anni luce da noi, dunque se un "kepleriano" fosse capace di viaggiare alla velocità della luce impiegherebbe circa 2000 anni per raggiungere la Terra.
I 2000 anni di durata del viaggio non sono un ostacolo ad esso, in un'astronave superfotonica, capace di viaggiare a 300.000 Km al secondo, infatti, non si invecchierebbe nemmeno di un minuto, il tempo in pratica si fermerebbe.
Il problema vero è riuscire a raggiungere tale velocità. Secondo le attuali teorie fisiche, infatti, per far viaggiare un solo granello di sabbia alla velocità della luce ci vorrebbe più energia di quella presente in tutto l'universo.
Ammettiamo per assurdo, però, che la tecnologia di questi extraterrestri sia tale da riuscire a piegare lo spazio-tempo e da permettere loro di raggiungerci più o meno agevolmente.
Secondo alcuni racconti, questi "tipacci verdi" o "biancastri" si sarebbero mostrati a noi in molteplici occasioni, qualcuno sarebbe addirittura incorso in qualche incidente extraplanetario precipitando sulla Terra con la sua astronave superfotonica.
Alcuni sostengono che ci fanno visita periodicamente, ma con la tecnologia che questi dovrebbero possedere non avrebbero bisogno di scomodarsi e venire fin qui per studiarci e fare esperimenti su di noi, basterebbe loro una semplice foto con un super telescopio megafotonico.
Noi, infatti, esseri piccoli, ignoranti, incapaci, umili formiche nell'universo galattico, con dei telescopi assolutamente insignificanti siamo riusciti a comprendere l'evoluzione delle stelle.
I "kepleriani",dunque, se fossero capaci di venire fin qui apparirebbero ai nostri occhi delle vere e proprie divinità a cui non potremmo far altro che inchinarci per sperare di raccogliere qualche briciola della loro tecnologia.
Non si capisce perché gli "omini verdi" dovrebbero nascondersi ai nostri occhi e di tanto in tanto farsi beccare a scrutarci, magari a causa di qualche banale errore nell'uso della loro tecnologia superfotonica.
Forse l'unico modo di "incontrarli" è attraverso dei canali di comunicazioni che utilizzino tecniche condivise. La teconologia digitale potrebbe assisterci, ma non è detto che i nostri vicini galattici usino il sistema binario.
Rimane ancora un problema, il dialogo sarebbe un po frammentato a causa dei 4000 anni necessari fra una semplice domanda ed una conseguente risposta.
In inglese, ma più interessante
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17:46
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martedì 21 settembre 2010
Breve presentazione sui raggi cosmici.
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martedì 24 giugno 2008
Presentazione Tesi Antonio Santorsola su CMS e LHC
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